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Artiterapia.it – Un articolo di Monica Brusco

Da diversi anni, Teatro nello SpazIo conduce laboratori nelle scuole secondarie di primo grado in collaborazione con il corpo docenti. Questi incontri si iscrivono nella mission più ampia, cioè quella di dare spaz…io al potenziale creativo di ognuno attraverso l’inclusione, ma rispondono anche ad obiettivi specifici che derivano dalle esigenze delle singole classi coinvolte. Oggigiorno la scuola si trova ad affrontare un evidente gap: da un lato classi sempre più eterogenee, con bambini provenienti da situazioni famigliari e sociali sempre più differenti; dall’altro la tendenza, a livello istituzionale, ad omologare e standardizzare i modelli educativi e di apprendimento. La scuola accompagna il bambino nella crescita, nello sviluppo delle competenze cognitive, sociali, di cura del sé e dell’altro, del pensiero divergente. Per farlo non può prescindere dallo sviluppo della creatività, che deve essere prioritario in un ambiente educativo. Invece si ricorre sempre più a fotocopie, test di ingresso, prove invalsi, lezioni puramente frontali e poco interattive: a ciò si aggiungono i protocolli di sicurezza nelle scuole, necessarie nel 2021 per fronteggiare la pandemia di Covid-19, ma che nel tempo hanno causato l’estraniazione del corpo dal processo di apprendimento. Gli alunni non sono più protagonisti attivi del loro apprendimento, non diventano produttori di senso, ma solo fruitori, l’apprendimento è bidimensionale e a senso unico. Nella scuola invece l’alunno avrebbe bisogno di sperimentarsi attraverso il corpo, rompendo gli schemi di una cultura basata solo su aspetti cognitivi e nozionistici. L’utilizzo della Danzamovimentoterapia all’interno dell’istituzione scolastica costituisce pertanto un valido alleato non solo per fornire spazi di gioco (ricordiamoci quanto, in particolare nei bambini, il gioco sia una cosa seria), ma come metodologia per l’apprendimento, in grado di equilibrare le esigenze del singolo con la richiesta di formare la classe futura. Attraverso la DMT, l’alunno diventa creatore: di movimento, di senso, di significato.

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